LA STORIA DI FRANCESCO

Francesco Totti (Roma27 settembre 1976) è un dirigente sportivo ed ex calciatore italiano, di ruolo attaccante o centrocampistacampione del mondo con la nazionale italiana nel 2006.

Considerato uno dei migliori giocatori nella storia del calcio italiano nonché tra i più forti al mondo della propria generazione, nel corso della sua carriera professionistica ha sempre militato nella Roma, squadra della quale è stato capitano dal 1998 al 2017, per un totale record di 19 stagioni, Vincitore con l’Italia Under-21 dell’Europeo 1996, nel 1998 ha esordito nella nazionale maggiore, con cui ha raggiunto la finale dell’Europeo 2000 (venendo eletto man of the match) e vinto il Mondiale 2006.

Con 250 reti in Serie A è il giocatore che nella storia del campionato italiano ha segnato più gol con la stessa squadra ed è al secondo posto nella classifica dei marcatori della Serie A di tutti i tempi; in totale con la Roma ha segnato 307 reti, record di sempre in Italia per una squadra di club. È l’attaccante con più presenze in Serie A (619 partite, terzo in assoluto considerando anche gli altri ruoli) ed è l’unico giocatore, insieme a Paolo Maldini, ad aver preso parte a 25 campionati e il solo ad essere andato in gol per 23 stagioni. In Champions League detiene il record come marcatore più anziano nella storia della competizione, con 38 anni e 59 giorni.

Inserito nella FIFA 100, nell’arco della sua carriera ha conseguito numerosi riconoscimenti internazionali tra cui la Scarpa d’oro come miglior marcatore europeo, il Golden Foot, il UEFA President’s Award e, primo tra i calciatori italiani, il premio alla carriera ai Laureus World Sports Awards. In una ricerca della IFFHS del 2012 è stato eletto «calciatore più popolare d’Europa». A livello nazionale detiene il record di premiazioni (5) come migliore calciatore italiano AIC.

Annoverato fra le più grandi «bandiere» di sempre, le sue ultime apparizioni sui campi nazionali e internazionali sono state salutate con ovazioni di ammirazione da parte dei tifosi avversari.


Gli esordi e l’approdo nelle giovanili della Roma

La sua prima squadra di calcio fu la Fortitudo, nella quale iniziò a giocare a calcio all’età di 7 anni. In seguito si trasferì prima alla Smit Trastevere, dove disputò il suo primo campionato dilettantistico giocando due anni sotto età nel campionato esordienti e poi, nel 1986, alla Lodigiani.

Totti in azione con la formazione Giovanissimi della Lodigiani nel 1989

Nel 1988 Ariedo Braida tentò di portare Totti al Milan ma senza successo.

Nel 1989, a 12 anni, la Lodigiani raggiunse un accordo per la sua cessione alla Lazio, ma un blitz a casa del calciatore da parte dell’allora responsabile del settore giovanile della Roma, Gildo Giannini, convinse i genitori a scegliere i giallorossi. Ne nacque un incidente diplomatico tra Lazio, Roma e Lodigiani. Fu il presidente Dino Viola a risolvere la spiacevole situazione incontrando la dirigenza della Lodigiani, rappresentata dal vice presidente Rinaldo Sagramola e dal direttore sportivo Enzo Di Maio: venne raggiunto un accordo che previde il passaggio di due calciatori della Roma, Gianni Cavezzi e Stefano Placidi, alla Lodigiani, oltre alla somma di 300 milioni di lire. Passò così nelle giovanili della Roma.

Nella squadra giallorossa apprezzò il capitano di quel periodo, Giuseppe Giannini, il quale, calcisticamente parlando, fu il suo punto di riferimento sin da quando era piccolo.

Nel 1993 conquistò il suo primo successo: lo scudetto Allievi. Con Luciano Spinosi, in Primavera, vinse una Coppa Italia.

LA CARRIERA CALCISTICA DI FRANCESCO

Francesco Totti nasce a Roma il 27 settembre 1976. Dimostra sin da piccolo grande confidenza con la sfera di cuoio. La sua prima squadra è la Fortitudo, piccola società del quartiere San Giovanni, dove vive la famiglia. Dalla Fortitudo di Trillò, Francesco passa alla Smit Trastevere, alla corte di Pergolati e Paolucci.

Il ruolo occupato in campo è quello di centrocampista, scelta quasi obbligata per i mister che hanno la fortuna di allenarlo, data la classe “pulita” che il giovane esibisce con estrema disinvoltura. Poi, nel 1986, il passaggio alla Lodigiani, primo passo importante verso il calcio che conta.

Totti è allenato prima da Mastropietro e poi da Emidio Neroni, due figure importanti dal punto di vista calcistico per il ragazzo.

Dopo altre due stagioni, la famiglia Totti viene sottoposta al dilemma: la Lodigiani fa presente che Francesco fa gola sia alla Roma che alla Lazio.

Nessuna esitazione per i romanistissimi genitori: il giovane calciatore di Porta Metronia approda a Trigoria nel 1989, iniziando la sua carriera in giallorosso, partendo dalle giovanili.

Il talento naturale di Francesco spinge i tecnici di tutte le rappresentative a convocarlo spesso. Nella stessa stagione gli capita di disputare partite con gli Allievi Nazionali e la Primavera (stagione 1991-1992) o addirittura di essere decisivo per la conquista dello scudetto sempre con gli Allievi pur giocando titolare nella Primavera e trovando comunque il modo di esordire in serie A (stagione 1992-1993). Boskov, infatti, lo nota a Trigoria nelle partite durante l’ allenamento contro la prima squadra e lo fa esordire in Serie A contro il Brescia nella vittoria per 2-0 del 28 marzo 1993.

Da quel momento il rapporto fra Totti e la prima squadra andrà sempre in crescendo, anche se nel frattempo continua l’esperienza anche nelle giovanili azzurre. Anche in Nazionale le soddisfazioni non mancano: fin dall’ Under 15 di Corradini passando per le rappresentative allenate da Sergio Vatta, Francesco trova il modo di mettersi in luce, toccando in seguito l’apice della sua carriera in azzurro con la conquista del titolo europeo Under 21 con Cesare Maldini, battendo in finale la Spagna ai calci di rigore (31 maggio 1996).

Pochi mesi prima Totti aveva conosciuto il sapore di una convocazione nella Nazionale maggiore: Arrigo Sacchi lo aveva convocato per uno stage alla Borghesiana (febbraio 1996), regalandogli parole di grande stima e considerazione.

Tornando alla Roma, nel 1994 a Trigoria arriva Carletto Mazzone, uomo che lancerà definitivamente Francesco sul grande palcoscenico del calcio che conta e che per lui resterà sempre un punto di riferimento importante, un secondo padre a cui chiedere consiglio nei momenti difficili.

Il 4 settembre 1994 arriva il suo primo gol con la casacca dei “grandi”: all’olimpico, davanti al pubblico del quale fino a pochi anni prima faceva parte, in veste di piccolo tifoso, segna contro il Foggia.

Forse è quello il vero inizio della favola del numero dieci della Roma, favola che ha conosciuto anche momenti difficili come la scarsa considerazione di Carlos Bianchi, l’allenatore argentino che non lo “vedeva” (che lo stava per cedere alla Sampdoria), ma che ha trovato la sua più splendida continuazione nel biennio-Zeman: proprio il tecnico boemo, altra figura importantissima nella Totti story, valorizza al massimo il bagaglio tecnico del trequartista inserendolo a sinistra nel tridente di attacco. E’ il boom: tutti, anche i più scettici, ammettono di trovarsi davanti ad un vero fenomeno del calcio internazionale e lui risponde a suon di gol e di premi vinti per le altissime medie voto mantenute su tutti i quotidiani per tutto l’arco del campionato.

Con l’arrivo di Fabio Capello la Roma ha conosciuto un’annata di transizione che ha coinvolto lo stesso Totti, peraltro vittima di un infortunio ad inizio stagione che ne ha pregiudicato il rendimento per alcuni mesi. Il capitano giallorosso, comunque, ha mantenuto un rendimento ben al di sopra degli standard del resto del campionato, confermandosi uomo assist e leader anche nei momenti più difficili.

La convocazione di Dino Zoff per Euro 2000 e la conquista di una maglia da titolare con gli azzurriconfermano la stagione comunque positiva di Francesco. E infatti l’europeo giocato in Belgio e Olanda rappresenta per Francesco la definitiva consacrazione internazionale, dopo le splendide prove offerte soprattutto proprio contro il Belgio (suo il gol di testa che spiana la strada alla vittoria azzurra), contro la Romania (altro gol che sblocca il risultato) e in finale contro la Francia di Zidane.

Due momenti esaltanti dell’estate scorsa bei Paesi Bassi: il colpo di tacco che ha dato via all’azione per l’illusorio vantaggio azzurro di Delvecchio e soprattutto l’ormai leggendario rigore a cucchiaio tirato contro l’Olanda nella semifinale giocata all’Amsterdam Arena. Un gesto tecnico che ha strabiliato tutto il mondo.

La carriera di Francesco continua all’insegna dei successi con la squadra giallorosa: la conquista del terzo scudetto nella stagione 2000/2001 e le prodezze in Champions League. Anche in Nazionale entusiasma i tifosi e indossando la maglia numero 10 è il perno inamovibile dell’attacco azzurro.

Per capire quanto sia amato dal popolo giallorosso è sufficiente assistere, allo stadio olimpico di Roma, ad una delle pochissime occasioni in cui viene sostituito. Lo speaker Carlo Zampa ordina: “Popolo giallorosso, in piedi. Esce il capitano“. E 70 mila persone compongono una fragorosa standing ovation.

Di lui Pele’ ha detto: “Totti è uno dei più grandi artisti del calcio moderno“.

Francesco è un ragazzo di grande sensibilità ed è spesso impegnato in opere di solidarietà e beneficenza. Un altro personalissimo record è stato quello di vendita (estate 2003) del “suo” libro “Tutte le barzellette su Totti (raccolte da me)”, i cui proventi sono stati destinati all’Unicef e al servizio “Teleassistenza e Telesoccorso” del Comune di Roma.

Il 19 giugno 2005 Francesco Totti ha sposato la nota presentatrice tv (ex-letterina) Ilary Blasi: la cerimonia è stata seguita in diretta da Sky TG24 e i proventi derivati dell’esclusiva sono stati destinati dalla coppia per opere benefiche.

Dopo un infortunio che sembrava doverlo tenere a lungo lontano dai campi, Francesco compie un recupero straordinario in vista dei mondiali di Germania 2006; sebbene non brillerà il suo apporto sarà di fondamentale importanza per la storica conquista della coppa del mondo. Nel mese di luglio del 2007 Totti dichiara di volersi ritirare dalla Nazionale per poter affrontare al meglio gli impegni con il club giallorosso. Con la Nazionale Italiana ha totalizzato in carriera 58 presenze e 9 reti.

Gli anni 2010

Guidata dal tecnico Rudi Garcia, la Roma chiude le stagioni 2013-2014 e 2014-2015 al secondo posto, alle spalle della Juventus: Francesco Totti segna 8 reti in ognuno dei due campionati.

Nella stagione 2014-2015, alla fine del mese di settembre 2014, segna un gol nella seconda giornata della fase a gironi della UEFA Champions League contro il Manchester City. Totti stabilisce così un particolare record: a 38 anni e 3 giorni è il giocatore più anziano a segnare una rete in questa competizione (superando il gallese Ryan Giggs).

L’11 gennaio 2015 raggiunge quota 11 gol in 40 partite nella stracittadina, diventando il miglior marcatore nel derby di Roma sia in campionato sia in gare ufficiali. Il 20 settembre 2015, grazie alla rete segnata contro il Sassuolo, raggiunge quota 300 reti in carriera con la Roma considerando tutte le competizioni.

Dà l’addio alla maglia giallorossa in una commovente giornata, applaudita da ogni sportivo, il 28 maggio 2017. Francesco Totti ha giocato complessivamente 889 partite e segnato 334 gol fra squadra di club e Nazionali, di cui 307 con la maglia della Roma e 27 con le varie selezioni Nazionali italiane.

tutti i trofei

Competizioni giovanili
Torneo Internazionale Sanremo: 1 Roma: 1991
Campionato Allievi Nazionali: 1 Roma: 1992-1993 
Coppa Italia Primavera: 1 Roma: 1993-1994
Competizioni nazionali 
Campionato italiano: 1 Roma: 200-2001
Supercoppa italiana: 2 Roma: 2001-2007
 Coppa Italia: 2 Roma: 2006-2007 2007-2008
Nazionale
 Campionato d’Europa Under-21: 1 1996
Giochi del Mediterraneo: 1 1997
 Campionato mondiale: 1 Germania 2006
Individuale
Guerin d’oro: 2 1997-1998, 2003-2004
Oscar del calcio AIC: 11
Migliore calciatore assoluto: 2000-2003
Migliore calciatore italiano: 2000, 2001, 2003, 2004, 2007
Migliore calciatore giovane: 1999
Migliore cannoniere: 2007
Migliore gol: 2005 (Inter-Roma 2-3; secondo gol), 
2006 (Sampdoria-Roma 2-4; quarto gol)
All-Star Team all’Europeo: 1 2000
Man of the Match della finale Italia-Francia di Euro 2000
Squadra dell’Anno ESM: 3 2000–2001, 2003–2004, 2006–2007
Incluso nel FIFA 100 2004
All-Star Team al Mondiale: 1 2006
Capocannoniere della Serie A: 1 2006-2007 (26 gol)
Scarpa d’oro: 1 2007
Pallone d’argento: 1 2007-2008
Golden Foot: 1 2010
Premio Nazionale Carriera Esemplare “Gaetano Scirea”: 1 2014
Premio internazionale Giacinto Facchetti: 1 2014
All-Time XI dell’Europeo Under-21: 1 2015
UEFA President’s Award: 1 2017
Laureus World Sports Awards: 1 2018
Inserito nella Hall of Fame del calcio italiano nella categoria Giocatore italiano 2018

caratteristiche tecniche

Francesco Totti ha ricoperto nella prima fase della sua carriera il ruolo di trequartista e quello di seconda punta, ma dal 2006 è stato prevalentemente impiegato nel ruolo di prima punta. Pur essendo finalizzatore, fungeva da uomo-assist e da creatore di gioco: il suo ruolo dunque si identificava in maniera più appropriata con quello del centravanti di manovra. Nelle giovanili, nel periodo in cui è stato allenato da Emidio Neroni, è stato impiegato anche come centrocampista.

Durante il biennio con Zdeněk Zeman, nel 1997-1998, Totti gioca anche ala sinistra ed esperisce un miglioramento atletico; decide infatti di eseguire un potenziamento muscolare per adattarsi ai ritmi del calcio fisico, guadagnando in forza fisica e potenza di calcio, a scapito dell’agilità. Con Spalletti, è stato impiegato anche come falso centravanti nel suo tridente d’attacco; durante la gestione tecnica di Luis Enrique ha arretrato il proprio raggio d’azione, muovendosi da regista di centrocampo.

Totti impegna con una doppia conclusione il portiere juventino Peruzzi nel 1997, in quella che lo stesso numero 10 ha definito la miglior parata della carriera ai suoi danni.

Le sue principali caratteristiche erano una notevole visione di gioco, il controllo di palla, il passaggio in profondità e un tiro potente e preciso con entrambi i piedi. Giocatore carismatico, durante la carriera ha dimostrato inoltre doti di corsa e spirito di sacrificio, che lo rendevano utile anche in fase difensiva.

Dotato di grande fantasia, poteva illuminare il gioco con passaggi di prima e verticalizzazioni,ed era in grado di smarcare il compagno anche spalle alla porta, spesso con colpi di tacco. Era inoltre un ottimo tiratore di punizioni e rigori, che talvolta effettuava col gesto del “cucchiaio”.

Lo scudetto da protagonista e la prima Supercoppa (1999-2004)

Il mercato della nuova stagione vide Fabio Capello al posto di Zeman; il tecnico friulano, già vincitore col Milan e il Real Madrid, progettò di costruire una squadra competitiva attorno a Totti. Nella stagione 1999-2000 la Roma concluse il campionato al sesto posto. Totti a causa di alcuni infortuni giocò meno partite (in campionato solo 27) ma fu comunque determinante con 7 gol in Serie A e una in Coppa UEFA contro il Newcastle (fondamentale per il passaggio agli ottavi di finale). Al termine della stagione Totti venne candidato dall’Associazione Italiana Calciatori come migliore calciatore italiano e vinse il premio come migliore calciatore giovane.

Per l’anno 2000-2001 la Roma acquistò Gabriel Batistuta, che insieme a Vincenzo Montella e lo stesso Totti formò il cosiddetto «trio delle meraviglie». Dopo essersi laureati campioni d’inverno, i giallorossi continuarono la loro marcia anche nel girone di ritorno mantenendo vantaggi sempre rassicuranti sulle inseguitrici Juventus e Lazio. Alla penultima giornata, Totti andò a segno a Napoli e sembrò consegnare lo scudetto alla Roma, ma a dieci minuti dalla fine gli azzurri pareggiano l’1-2 giallorosso. A questo punto la Roma, per vincere lo scudetto, dovette vincere in casa con il Parma; la partita si giocò il 17 giugno 2001, in un Olimpico che registrò il tutto esaurito in cui la squadra di casa s’impose per 3-1 grazie ai gol di Totti, Montella e Batistuta, risultato con cui si laureò campione d’Italia. Totti chiuse la stagione con 13 reti (degne di nota quella realizzata nella gara d’andata contro l’Udinese, con un potente sinistro al volo e quella contro il Milan a san Siro, con un destro da 25 metri), e fu nuovamente nominato migliore calciatore italiano AIC e venne incluso nella lista dei candidati al Pallone d’oro, classificandosi quinto.

Il 19 agosto 2001 Totti vinse con la Roma la Supercoppa italiana, ottenuta battendo la Fiorentina all’Olimpico per 3-0 e segnando il terzo gol. Nel corso della stagione, Totti accusò qualche acciacco fisico che lo accompagnerà per tutto il campionato; ciò nonostante mise a referto 8 gol (tra cui quello nel derby contro la Lazio con un pallonetto da 25 metri e quello contro l’Inter in mezza rovesciata). Terminò la stagione al secondo posto, ad un solo punto dalla Juventus laureatasi campione d’Italia all’ultima giornata di campionato. In questa annata disputa per la prima volta la Champions League, segnando in totale 3 gol (di cui 2 al Real Madrid)

Nella stagione 2002-2003 e Totti iniziò a ricoprire con una certa frequenza il ruolo di centravanti puro, incrementando la propria media realizzativa e chiudendo rispettivamente con 14 reti (realizzando anche la sua prima tripletta in carriera, ai danni del Brescia nello stadio dove 9 anni prima aveva esordito). I giallorossi si classificarono ottavi e raggiunsero la finale di Coppa Italia, persa contro il Milan nonostante tre gol di Totti tra andata e ritorno (il gol su punizione nella gara d’andata fu anche il suo centesimo gol con la maglia della Roma). In Champions League eguagliò il record di gol dell’anno precedente, tre, realizzandone uno al Real Madrid e due al Valencia. Nel 2003 Totti ricevette due Oscar del calcio AIC come migliore italiano e come migliore calciatore assoluto.

L’anno successivo realizzò 20 gol e ottenne un secondo posto in campionato sempre alle spalle del Milan.

LA SCARPA D’ORO, LE DUE COPPE ITALIA E LA SECONDA SUPERCOPPA (2005-2008)

Terminata una stagione 2004-2005 deludente, chiusa all’ottavo posto (nonostante Totti superi il record di Roberto Pruzzo, diventando il miglior cannoniere in campionato nella storia della Roma), il 17 giugno 2005 la società giallorossa ufficializzò l’arrivo del nuovo tecnico Luciano Spalletti, che, da novembre in poi, utilizzerà stabilmente Totti come prima punta. L’annata iniziò bene per Totti, che il 26 ottobre, nella partita di andata contro l’Inter, realizzò con un cucchiaio da fuori area dopo essere partito palla al piede da centrocampo: un gol, questo, annoverato dallo stesso Totti tra i più belli della sua carriera. Tuttavia, nella gara di ritorno contro l’Empoli, nel febbraio 2006, Totti fu vittima di un grave infortunio alla gamba sinistra (rottura del perone), causato da un intervento di Richiard Vanigli, che lo costrinse a saltare quasi interamente il girone di ritorno e che avrebbe potuto precludergli il Mondiale. La prima stagione agli ordini di Spalletti fu comunque molto positiva per la squadra: la Roma stabilì un record 11 vittorie consecutive (poi battuto dall’Inter nella stagione successiva) e raggiunse la finale di Coppa Italia, persa per 3-1 contro i nerazzurri.

Nel campionato successivo (post Calciopoli), Totti batté il suo record personale di gol, segnandone 26 in campionato (uno dei quali, realizzato con un tiro al volo contro la Sampdoria, gli vale l’applauso di tutto il Ferraris) e 32 in stagione. I gol messi a segno gli consentirono di laurearsi capocannoniere della Serie A e di vincere la Scarpa d’oro, contesa fino all’ultimo con Ruud van Nistelrooij. I giallorossi conclusero la stagione al secondo posto, alle spalle dell’Inter, e trionfarono in Coppa Italia battendo proprio i nerazzurri: l’eclatante 6-2 all’andata che rese ininfluente la sconfitta per 2-1 al ritorno. Totti vinse così la sua prima Coppa Italia, dopo tre finali perse.

Totti alza la Coppa Italia 2007-2008al termine della vittoriosa finale sull’Inter (2-1) del 24 maggio 2008

Il 19 agosto 2007, a sei anni di distanza dalla prima, Totti vinse la seconda Supercoppa italiana della sua carriera, battendo al Meazza l’Inter per 1-0. Dopo essersi posizionato decimo nella classifica finale del Pallone d’oro con 20 voti, nel corso della stagione Serie A 2007-2008 diventò il giocatore con più presenze in Serie A nella storia della Roma, superando le 386 partite di Giacomo Losi. La Roma vinse per il secondo anno consecutivo la Coppa Italia, battendo l’Inter per 2-1, nella finale unica all’Olimpico; Totti non giocherà la partita a causa di un serio infortunio patito un mese prima (lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio destro), ma sarà comunque lui ad alzare al cielo il trofeo.

L’ascesa tra i migliori cannonieri di sempre (2008-2015)

Totti nella stagione 2010-2011

Ripresosi dall’infortunio, Totti tornò in campo all’inizio della stagione successiva, impiegato da Spalletti negli ultimi minuti della finale della Supercoppa italiana 2008, Inter-Roma. La sfida, finita in parità (2-2), si protrasse fino ai calci di rigore, quando Totti fallì il quinto e ultimo rigore (mandando il pallone sulla traversa), che avrebbe assegnato alla Roma la Supercoppa Italiana, vinta quindi dall’Inter. In Roma-Lecce del 19 aprile 2009, Totti raggiunse quota 175 reti in Serie A, superando Amedeo Amadei e diventando il miglior realizzatore della Roma di tutti i tempi, entrando al contempo nella top 10 della classifica dei marcatori del campionato di calcio italiano.

Durante il campionato 2009-2010, chiuso al secondo posto, Totti ottenne la garanzia di poter rivestire, dopo il ritiro, un ruolo all’interno del settore tecnico della società. Terminò l’annata con due episodi controversi: un calcio all’indirizzo di Mario Balotelli durante la finale di Coppa Italia persa contro l’Inter e, a stagione conclusa, una dichiarazione per la quale viene deferito dal procuratore federale Stefano Palazzi.

L’anno successivo la Roma non si confermò arrivando sesta in classifica nonostante Totti avesse segnato 15 reti.

Nel campionato 2011-2012 Totti realizzò la sua rete numero 211 nella massima serie in Roma-Cesena 5-1 (in cui segnò una doppietta), diventando il giocatore ad aver segnato più gol in Serie A con la stessa maglia, superando Gunnar Nordahl, autore di 210 centri con il Milan. Nella stagione 2012-2013 salì al secondo posto, dietro Silvio Piola, tra i più grandi marcatori nella storia della massima serie con 226 reti, superando nuovamente Nordahl.

Il 30 settembre 2014, con il gol segnato nella seconda giornata della fase a gironi della Champions League contro il Manchester City, Totti diventò, all’età di 38 anni e 3 giorni, il giocatore più anziano a segnare una rete nella competizione, superando in questa speciale graduatoria il gallese Ryan Giggs, a segno a 37 anni e 9 mesi. Il gol realizzato, il 291º con la maglia della Roma, lo rese il miglior marcatore di sempre di una squadra italiana, permettendogli di superare Alessandro Del Piero. Il 25 novembre 2014, nella quinta giornata della fase a gironi contro il CSKA Mosca, migliorò ulteriormente il record di marcatore più anziano della competizione segnando su punizione il gol del momentaneo vantaggio giallorosso a 38 anni e 59 giorni.

Totti in azione contro il Chelsea nel precampionato 2013-2014

L’11 gennaio 2015, Totti raggiunse quota 11 gol in 40 partite nella stracittadina, diventando il miglior marcatore nel derby di Roma sia in campionato sia in gare ufficiali (in quest’ultimo caso a pari merito con Dino da Costa).

Nazionale

Totti capitano della nazionale Under-21 nel 1997

Totti ha indossato la maglia di varie nazionali giovanili italiane.

Con l’Italia Under-15 nel 1992 totalizzò 6 presenze e 3 gol.

L’8 maggio 1993 l’Italia Under-16 di Sergio Vatta perse 1-0 contro la Polonia la finale del campionato europeo di categoria, con Totti in quell’occasione assente per squalifica. Con questa selezione dal 1991 al 1992 ottenne 13 presenze e 2 gol.

Nell’agosto 1993 viene convocato per il Mondiale Under-17 in Giappone, dove giocò in due partite e segnando un gol.

Con l’Italia Under-18, nel luglio 1995, fu ancora vicecampione europeo dopo la finale persa per 4-1 contro la Spagna, dove segnò l’unico gol degli azzurrini. Con questa selezione gioca 14 partite segnando 7 gol dal 1993 al 1995.

L’anno successivo, Totti vinse il campionato europeo Under-21 1996, rivelandosi decisivo sia nella semifinale contro la Francia, decisa da un suo gol, sia nella finale contro la Spagna, battuta ai rigori. Con la nazionale degli azzurrini Totti dal 1995 al 1997 ottenne 8 presenze e 4 gol.

Nel 1997 a Bari, l’Italia Under-23 conquistò l’oro ai Giochi del Mediterraneo. Totti fu uno dei migliori giocatori del torneo e nella finale realizzò due delle 5 reti della squadra italiana (5-1 il risultato finale contro la Turchia).Con l’Under-23 giocò 4 partite segnando 2 gol solo nell’anno 1997.

Nazionale maggiore

Gli esordi e il secondo posto all’Europeo 2000

Totti (a destra) e Del Piero con la nazionale maggiore nel corso della finale del campionato d’Europa 2000

Nel 1998, nonostante la stagione lo avesse indicato come uno dei più promettenti calciatori italiani, l’allora Commissario Tecnico della nazionale Cesare Maldini decise di non includerlo nella selezione per il campionato mondiale in Francia. Il debutto nella nazionale maggiore fu, però, solo rinviato e avvenne subito dopo il Mondiale transalpino, il 10 ottobre 1998, allo Stadio Friuli di Udine, in ItaliaSvizzera 2-0, nelle qualificazioni europee.Totti segnò il suo primo gol in azzurro il 26 aprile 2000 allo Stadio Oreste Granillo di Reggio Calabria nell’amichevole Italia-Portogallo 2-0.

Totti prese parte all’Europeo 2000svoltosi nei Paesi Bassi e in Belgio. In questa competizione realizzò due gol, contro il Belgio nel primo turno e contro la Romania nei quarti di finale. Nella semifinale giocata contro i Paesi Bassi padroni di casa, Totti, che subentrò nella ripresa, si rese protagonista dell’episodio del “cucchiaio” quando, durante i calci di rigore, colpì la palla con un tocco morbido da sotto, battendo il portiere olandese van der Sar. Nella finale contro la Francia favorì il gol del provvisorio vantaggio dell’Italia: con un colpo di tacco passò la palla a Pessotto che servì l’assist su cross per il gol di Delvecchio. Nonostante la sua ottima prestazione, la nazionale venne battuta dalla Francia ai tempi supplementari della finale. Totti verrà comunque proclamato man of the match e inserito nel team of the tournament.

Mondiale 2002 ed Europeo 2004: due spedizioni deludenti

Dopo aver contribuito alla qualificazione per il campionato del mondo 2002 con due gol, venne convocato da Trapattoni per la fase finale.Nella gara contro la Corea del Sud, valida per gli ottavi di finale, venne espulso dall’arbitro Moreno per somma di ammonizioni: a destare controversie fu soprattutto il secondo giallo, che l’ecuadoregno gli mostrò per una presunta simulazione in area di rigore. L’Italia venne eliminata dagli asiatici, perdendo 2-1 per un golden goal.

Impiegato con frequenza anche nelle eliminatorie per il campionato d’Europa 2004, andò a segno contro la Finlandia. Presente al torneo, si distinse in negativo per aver sputato al danese Poulsen nella prima partita degli azzurri. Il gesto comportò, grazie alla prova TV, una squalifica di 3 giornate, mentre la squadra non superò il girone.

La vittoria al Mondiale di Germania 2006 e il congedo

Totti durante la finale del campionato del mondo 2006

Considerato come fuoriquota per la nazionale olimpica che andava a disputare le Olimpiadi di Atene, non venne selezionato da Gentile. Il nuovo CT della nazionale maggiore, Marcello Lippi, puntò invece su di lui sin dall’inizio. Il 13 ottobre 2004, nell’incontro con la Bielorussia per la qualificazione al campionato del mondo 2006, realizzò l’unica doppietta in azzurro: l’Italia vinse per 4-3. Venne incluso nella rosa dei 23 per la fase finale, nonostante l’infortunio subìto nel febbraio 2006. Indossando il numero 10, scese in campo per tutte le gare del torneo e servì 4 assist ai compagni di squadra. Fu inoltre decisivo per il passaggio ai quarti di finale, segnando su rigore, al 96′, il gol del definitivo 1-0 contro l’Australia. Il 9 luglio 2006 divenne campione del mondo, quando gli azzurri sconfissero ai rigori la Francia nella finale di Berlino. A coronamento delle buone prestazioni offerte, la FIFA lo inserì nella rosa ideale della manifestazione.

Dopo la vittoria della coppa, Totti dichiarò di volersi ritirare dalla nazionale per potersi concentrare sul solo club giallorosso. Rifiutò dapprima l’invito di Donadoni, salvo poi definirsi disponibile ad un eventuale rientro dopo il ritorno di Lippi. La sua ultima partita in azzurro rimase tuttavia quella contro la Francia, poiché il CT decise di non chiamarlo nella sua seconda esperienza; il successore di Lippi, Cesare Prandelli, lo tenne poi in considerazione per il campionato del mondo 2014, ma decise infine di non convocarlo

Le ultime stagioni (2015-2017)

Durante l’annata 2015-2016, caratterizzata da un rapporto non idilliaco con Luciano Spalletti (che a gennaio aveva rilevato il posto dell’esonerato Rudi Garcia), Totti trovò poco spazio (anche a causa di problemi fisici); tuttavia, pur non gradendo il minutaggio ridotto, conseguì diversi traguardi individuali, a cominciare dalla rete segnata il 20 settembre 2015 contro il Sassuolo, la 300ª in carriera con la Roma.

Nella gara d’andata dell’ottavo di finale di Champions League contro il Real Madrid, Totti divenne il terzo giocatore più grande di età (39 anni e 143 giorni) ad aver preso parte alle fasi a eliminazione diretta del torneo continentale, dopo Ryan Giggs (40 anni e 123 giorni) e Paolo Maldini (39 anni e 252 giorni). Durante la sfida casalinga contro il Torino del 20 aprile, mise a segno una rete a 22 secondi dal suo ingresso in campo (record stagionale in Serie A e gol più veloce nella carriera del giocatore) e si ripeté pochi minuti dopo su rigore, ribaltando l’incontro da 1-2 a 3-2 per la Roma; i 39 anni e sette mesi di età lo resero il giocatore più grande di età a realizzare una doppietta nella massima serie. Nella medesima partita, superò Roberto Baggio per trasformazioni dal dischetto in Serie A, mettendo a segno il suo 69º rigore in campionato su 86 calciati. Il 2 maggio, subentrò di nuovo nella ripresa nella sfida esterna contro il Genoa e contribuì alla vittoria in rimonta per 3-2 della Roma, siglando il gol del momentaneo 2-2 su calcio di punizione; col suo 21º gol su punizione in campionato, raggiunse Baggio al 4º posto della classifica dei giocatori che hanno realizzato più gol su calcio di punizione in Serie A, dietro soltanto a Siniša Mihajlović (28), Andrea Pirlo (27) e Alessandro Del Piero (22). L’8 maggio, nella partita vinta per 3-0 contro il Chievo, diventò il terzo giocatore a toccare quota 600 partite in Serie A, dopo Paolo Maldini e Javier Zanetti.

Il 20 ottobre 2016, in occasione della partita di Europa League contro l’Austria Vienna, raggiunse quota 100 presenze nelle competizioni UEFA per club. Il 28 maggio 2017 disputò contro il Genoa la sua ultima partita con la maglia della Roma, che fu anche la sua presenza numero 619 in Serie A. La tifoseria romanista rese omaggio al giocatore con una festa di addio tenutasi allo stadio Olimpico al termine della gara. Per volere del giocatore, la maglia numero 10 della Roma, da lui indossata a partire dalla stagione 1997-1998, non è stata ritirata dalla squadra.

L’ADDIO AL CALCIO

“Grazie Roma, grazie a mamma e papà, grazie a mio fratello, ai miei parenti, ai miei amici. Grazie a mia moglie e ai miei tre figli. Ho voluto iniziare dalla fine, dai saluti, perché non so se riuscirò a leggere queste poche righe. È impossibile raccontare ventotto anni di storia in poche frasi.

Mi piacerebbe farlo con una canzone o una poesia, ma io non sono capace di scriverle e ho cercato, in questi anni, di esprimermi attraverso i miei piedi, con i quali mi viene tutto più semplice, sin da bambino. A proposito, sapete quale era il mio giocattolo preferito? Il pallone ovviamente! Lo è ancora. Ma a un certo punto della vita si diventa grandi, così mi hanno detto e cosi il tempo ha deciso.

Maledetto tempo. È lo stesso tempo che quel 17 giugno 2001 avremmo voluto passasse in fretta: non vedevamo l’ora di sentire l’arbitro fischiare tre volte. Mi viene ancora la pelle d’oca a ripensarci. Oggi questo tempo è venuto a bussare sulla mia spalla dicendomi: “Dobbiamo crescere, da domani sarai grande, levati i pantaloncini e gli scarpini, perché tu da oggi sei un uomo e non potrai più sentire l’odore dell’erba così da vicino, il sole in faccia mentre corri verso la porta avversaria, l’adrenalina che ti consuma e la soddisfazione di esultare”.

Mi sono chiesto in questi mesi perché mi stiano svegliando da questo sogno. Avete presente quando siete bambini e state sognando qualcosa di bello… e vostra madre vi sveglia per andare a scuola mentre voi volete continuare a dormire…e provate a riprendere il filo di quella storia ma non ci si riesce mai… Stavolta non era un sogno ma la realtà.

Totti: “Non sarò mai pronto a dire basta”

E adesso non posso più riprenderlo, il filo. Io voglio dedicare questa lettera a tutti voi, ai bambini che hanno tifato per me, a quelli di ieri che ormai sono cresciuti e forse sono diventati padri e a quelli di oggi che magari gridano “Tottigol”. Mi piace pensare che la mia carriera diventi per voi una favola da raccontare. Ora è finita veramente. Mi levo la maglia per l’ultima volta. La piego per bene anche se non sono pronto a dire basta e forse non lo sarò mai.

Scusatemi se in questo periodo non ho rilasciato interviste e chiarito i miei pensieri, ma spegnere la luce non è facile. Adesso ho paura. E non è la stessa che si prova di fronte alla porta quando devi segnare un calcio di rigore. Questa volta non posso vedere attraverso i buchi della rete cosa ci sarà “dopo”. Concedetemi un po’ di paura. Questa volta sono io che ho bisogno di voi e del vostro calore, quello che mi avete sempre dimostrato. Con il vostro affetto riuscirò a voltare pagina e a buttarmi in una nuova avventura.

Ora è il momento di ringraziare tutti i compagni di squadra, i tecnici, i dirigenti, i presidenti, tutte le persone che hanno lavorato accanto a me in questi anni. I tifosi e la Curva Sud, un riferimento per noi romani e romanisti. Nascere romani e romanisti è un privilegio, fare il capitano di questa squadra è stato un onore. Siete e sarete sempre la mia vita: smetterò di emozionarvi con i piedi ma il mio cuore sarà sempre lì con voi. Ora scendo le scale, entro nello spogliatoio che mi ha accolto che ero un bambino e che lascio adesso, che sono un uomo.

Sono orgoglioso e felice di avervi dato ventotto anni di amore”.